Il torace è la seconda regione morfologica del corpo e ad essa sono associati gli organi di locomozione fondamentali, rappresentati dalle zampe e, nelle forme alate, le ali. In tutti gli insetti è composto dall'organizzazione morfostrutturale dei primi tre segmenti postcefalici, denominati rispettivamente protorace, mesotorace e metatorace, secondo l'ordine antero-posteriore.

Il grado di complessità e differenziazione morfostrutturale dei singoli segmenti toracici è strettamente correlato allo sviluppo e alla funzionalità degli organi di locomozione, in particolare le ali: nelle forme attere i tre segmenti toracici sono relativamente semplici e poco differenziati, mentre nelle forme alate si ha un marcato sviluppo del mesotorace e del metatorace allo scopo di adattare l'esoscheletro alla funzionalità del volo e all'innesto della muscolatura estrinseca delle ali. Nei Ditteri, dotati di sviluppo e funzionalità delle ali limitatamente a quelle anteriori, il mesotorace ha un notevole sviluppo rispetto al protorace e al metatorace e forma gran parte della regione, con una complessità morfologica dovuta alla differenziazione di più scleriti dorsali e laterali.

I suffissi pro-, meso- e meta-, sono generalmente utilizzati per fare riferimento al segmento di cui fa parte lo sclerite o l'appendice. Ad esempio, le tibie delle zampe anteriori, medie e posteriori sono rispettivamente dette protibie, mesotibie e metatibie, le pleure sono analogamente distinte in propleure, mesopleure e metapleure, e così via. Nella terminologia relativa ai Ditteri, spesso si omette il suffisso meso-, dando per implicito il riferimento al secondo segmento toracico, mentre si usano sempre i suffissi pro- e meta- per fare riferimento agli altri due segmenti.

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Generalità negli insetti

Metameria secondaria del torace
Fig. 1 - Suddivisione metamerica secondaria del torace.
I: protorace; II: mesotorace; Bs: basisterno; N: noto; S: sterno; St: sternello; as: acrosternite; at: acrotergite; fr: fragma; fu: furca; pm: membrana intersegmentale primaria; sm: membrana intersegmentale secondaria; s.a.: sutura antecostale; s.s.: sutura sternocostale.
Autore: Giancarlo Dessì
(Licenza: Creative Commons BY-NC-SA))

L'esoscheletro di ogni segmento toracico, negli Insetti, ha una struttura ad anello composta dalla giunzione di quattro placche, una dorsale e una ventrale, impari e mediane, e due laterali, simmetriche. L'area dorsale è detta tergo o tergite o noto, quella ventrale sterno o sternite, quelle laterali pleure. L'origine delle pleure negli Insetti o, più in generale, nel discusso clade dei Tracheata, comprendente gli Hexapoda e i Myriapoda, è controversa ed è stata oggetto di varie teorie che si sono susseguite dalla fine dell'Ottocento ad oggi. L'ipotesi storicamente più accreditata, anche se formulata in modo differente nello sviluppo dei dettagli, è che la pleura sia derivata dalla differenziazione di una parte di un segmento basale dell'arto, detto subcoxa (Heymons, 1896).

La morfologia generale delle placche dorsali, laterali e ventrali si complica, in particolare negli Pterygota, per la metameria secondaria e per la suddivisione delle placche in più scleriti. La metameria secondaria si forma per la fusione del tergite e dello sternite di un segmento con le porzioni posteriori del tergite e dello sternite del segmento precedente, dette rispettivamente acrotergite e acrosternite.

Della giunzione intersegmentale originaria resta come traccia sul tergite la sutura antecostale. In corrispondenza di questa, l'endoscheletro forma i processi dorsali interni, i fragmi, sui quali si inseriscono i muscoli estrinseci delle ali. L'acrosternite resta invece separato dallo sternite del segmento successivo da una membrana intersegmentale primaria. Sia l'acrotergite sia l'acrosternite restano generalmente separati dal resto del segmento originario da una membrana intersegmentale secondaria.

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Noto

La struttura del noto o tergite è caratterizzata dall'eventuale sclerificazione della membrana secondaria. In questo caso l'acrotergite prende il nome di postnoto ed è delimitato anteriormente dalla sclerificazione della membrana secondaria e posteriormente dalla sutura antecostale. Il postnoto è dunque uno sclerite originato da un segmento e associato intimamente al tergite del segmento successivo.

Torace dei Tipulomorpha vista dorsale
Fig. 2 - Regioni morfologiche dorsali del torace dei Tipulomorfi.
1: prescuto; 2: scuto; 3: scutello; 4: sutura prescutale; 5: sutura trasversa; 6: sutura scutoscutellare; 7: sutura parapsidale; 8: paratergite; 9: pronoto; 10: anepisterno o mesoepisterno dorsale; 11: anepimero o mesoepimero dorsale; 12: basalare 13: subalare; 14: laterotergite; 15: mediotergite; 16: metanoto; 17: bilanciere.
Autore: Giancarlo Dessì
(Licenza: Creative Commons BY-NC-SA))

Alle suddette suture, che definiscono la metameria primitiva e quella secondaria, se ne aggiungono altre che suddividono il noto in più scleriti. Le più frequenti sono la sutura trasversa e, posteriormente, la sutura scuto-scutellare. Quando sono entrambe presenti, il noto si suddivide, in ordine cefalo-caudale, nei seguenti scleriti: prescuto, scuto, scutello. Altre suture sono invece presenti in gruppi specifici di insetti, come ad esempio i notauli o solchi parapsidali, presenti negli Imenotteri, rappresentati da due suture simmetriche e longitudinali posizionate ai lati dello scuto e tendenzialmente convergenti.

Nella generalità degli insetti alati, la presenza di dette suture trasversali, suddivide nell'ordine i tre tergiti toracici nei seguenti scleriti:

Tale schematica suddivisione ha in realtà una valenza puramente teorica in quanto non tutti gli scleriti sono contemporaneamente presenti, soprattutto nel metanoto, caratterizzato in genere da una struttura più semplice rispetto a quella del mesonoto. Questa semplificazione raggiunge la massima espressione nei Ditteri, dove il metanoto è fortemente ridotto rispetto al mesonoto.

Su ogni lato, il margine laterale del noto presenta due espansioni chitinizzate, dette ''processi alari del noto, rispettivamente anteriore e posteriore. Questi processi entrano a far parte integrante dell'articolazione dell'ala al torace, in quanto si articolano agli scleriti ascellari presenti alla base delle ali (Snodgrass, 1909; McAlpine, 1981).

Torace di Tabanus atratus
Fig. 3 - Torace di Tabanus atratus (Brachycera: Tabanidae) (vista laterale e dorsale)
In evidenza, i processi alari (in verde) e gli scleriti ascellari (in arancione). 1P, 2P, 3P: primo, secondo e terzo sclerite ascellare; ANP: processo alare anteriore del noto; AxC: cordone ascellare; epm: epimero; eps: episterno; PN: postnoto; PNP: processo alare posteriore del noto; psc: prescuto; scl: scutello; sct: scuto; WP: processo alare pleurale.
Autore: Robert Evans Snodgrass (1909)
Riadattato dalla tavola originale
(Licenza: Pubblico Dominio)

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Pleure

La regione pleurale è caratterizzata dalla presenza degli spiracoli tracheali (meso e metatorace), dell'eventuale inserzione delle ali e dell'articolazione delle zampe. L'inserzione dell'ala si posiziona nella parte superiore della pleura, mentre l'articolazione del primo segmento delle zampe (coxa) si posiziona nella parte inferiore.

In genere, fra la coxa e l'inserzione dell'ala si estende una sutura (sutura pleurale), che suddivide la pleura in due scleriti: l'anteriore è detto episterno, il posteriore epimero. Anche in questo caso si fa spesso riferimento al segmento toracico con i termini di proepisterno, mesoepisterno, metaepisterno, ecc. Una sutura orizzontale, non sempre presente, può eventualmente suddividere l'episterno in due scleriti:

Analogamente, una seconda sutura orizzontale può a sua volta suddividere l'epimero in due scleriti:

Torace dei Tipulomorpha vista laterale
Fig. 4 - Regioni morfologiche laterali del torace dei Tipulomorfi.
1: prescuto; 2: scuto; 3: scutello; 4: sutura prescutale; 5: sutura trasversa; 6: sutura scutoscutellare; 7: sutura parapsidale; 8: paratergite; 9: antepronoto; 10: postpronoto; 11: scleriti cervicali; 12: propleura; 13: prosterno; 14: anepisterno; 15: catepisterno; 16: anepimero; 17: catepimero; 18: meron o hypopleuron; 19 anatergite (laterotergite); 20: catatergite (laterotergite); 21: mediotergite; 22: metanoto; 23: metanepisterno; 24: metaepimero; 25: metacatepisterno; 26: basalare, processo pleurale e subalare (in ordine antero-posteriore); 27: coxa anteriore; 28: coxa media; 29: coxa posteriore; 30: bilanciere.
Autore: Giancarlo Dessì
(Licenza: Creative Commons BY-NC-SA))

Queste suddivisioni sono generalmente presenti nella mesopleura e nella metapleura, mentre la propleura è semplice e indivisa o, eventualmente, suddivisa in un proepisterno e un proepimero.

I due spiracoli tracheali si aprono nella zona intersegmentale fra la mesopleura e la propleura e fra la mesopleura e la metapleura. Per convenzione si considerano derivati dal segmento posteriore, perciò lo spiracolo anteriore è detto anche mesotoracico e quello posteriore metatoracico.

La morfologia della regione pleurale è completata dalla presenza di ulteriori scleriti, generalmente ridotti, che partecipano alla formazione delle articolazioni delle ali e delle zampe.

Le ali dei Neoptera si articolano al torace in corrispondenza nella zona ascellare, compresa fra il tergite e la pleura. La pleura completa il complesso sistema di articolazioni producendo due scleriti, il basalare e il subalare, e un processo alare; il basalare è differenziato dall'episterno, il subalare dall'epimero. Il processo alare pleurale è infine rappresentato dal punto di unione dell'episterno con l'epimero ed è posizionato sopra la sutura pleurale. Gli scleriti pleurali e il processo alare pleurale formano, insieme ai due processi del noto e agli scleriti ascellari, il complesso sistema di articolazioni che mette in rapporto la base dell'ala con il raccordo fra noto e pleura. Su questi scleriti si inseriscono i muscoli diretti delle ali, responsabili dei movimenti che determinano il ripiegamento sull'addome e la sua rotazione intorno all'asse longitudinale.

L'articolazione delle zampe alle pleure assume differenti conformazioni con la presenza di scleriti la cui origine è incerta e controversa. Indubbiamente si considera come primo segmento dell'arto la coxa, che si collega alla regione pleurale per mezzo di una membrana oppure di un'articolazione vera e propria composta da scleriti intermedi. Fra questi si evidenziano il trocantino, posizionato anteriormente rispetto alla base della coxa, e il meron, posizionato posteriormente. Il meron deriva dalla suddivisione della coxa da parte di una sutura (sutura basicostale) e in alcuni gruppi, ivi compresi i Ditteri, può appiattirsi e assumere uno sviluppo tale da apparire come uno sclerite integrante la regione pleurale, posizionato sotto l'epimero.

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Sterno

Lo sterno o sternite costituisce la placca ventrale che chiude l'esoscheletro di ogni segmento toracico. Negli insetti alati è poco sviluppato rispetto al noto e alle pleure, mentre nelle forme attere è largo e generalmente appiattito. Come per le altre placche, la presenza di suture o membrane di connessione suddivide in genere lo sterno in più scleriti. Il numero massimo di scleriti sternali che si possono riscontrare è quattro. In ordine cefalo-caudale sono denominati presterno, basisterno o sterno, sternello o furcasterno, poststerno o spinasterno.

La suddivisione fondamentale è quella formata dalla sutura sternocostale, che separa il basisterno dallo sternello e che si posiziona fra le due coxe. A questa sutura si associa internamente il processo ventrale dell'endoscheletro detto furca.

L'eventuale presenza di una sutura presternale separa invece il basisterno da uno stretto sclerite anteriore, detto presterno. Il poststernello è invece uno sclerite generato dalla metameria secondaria e si identifica perciò con l'acrosternite. A differenza dell'acrotergite del noto, che può fondersi con il noto del segmento successivo, il poststernello resta separato da entrambi i segmenti adiacenti e assume perciò la fisionomia di uno sclerite intermedio. Prende anche il nome di spinasterno perché internamente forma un processo spiniforme posizionato dietro la furca.

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Il torace dei Ditteri

Torace di Cyclorrhapha vista dorsale
Fig. 5 - Regioni morfologiche dorsali del torace dei Ciclorrafi.
1: regione presuturale; 2: regione postsuturale; 3: scutello; 4: postpronoto o callo omerale; 5: notopleuron; 6: callo prealare; 7: regione sopralare; 8: callo postalare; 9: sutura trasversa; 10: sutura scutoscutellare; 11: anepisterno o episterno dorsale; 12: anepimero o epimero dorsale; 13: laterotergite o pleurotergite (postnoto); 14: mediotergite (postnoto).
Autore: Giancarlo Dessì
(Licenza: Creative Commons BY-NC-SA))

I Ditteri rappresentano una delle linee evolutive più avanzate nell'ambito dei Neoptera ed hanno sviluppato una particolare attitudine al volo. Al tempo stesso, la funzionalità del volo sensu stricto si è concentrata sulle ali mesotoraciche, mentre le metatoraciche si sono specializzate in una funzione sensoriale accessoria strettamente associata al volo. Questi due aspetti condizionano la peculiarità morfofunzionale che differenzia quest'ordine dagli altri: da un lato si osserva ad una semplificazione morfologica e strutturale del protorace e del metatorace, da un altro allo sviluppo di una struttura complessa del mesotorace. In altri termini, il torace dei Ditteri è in apparenza più semplice di quello dei volatori di altri ordini, soprattutto in relazione all'apparente perdita della tipica suddivisione metamerica (pro-, meso- e metatorace); d'altra parte questa apparente semplificazione morfologica si deve alla spiccata specializzazione del mesotorace, la cui struttura si complica in particolare nelle regioni dorsale e pleurale, quelle più coinvolte nella funzione del volo.

La terminologia ricorrente in letteratura è confusa perché condizionata da ambiguità dovute a difficili interpretazioni delle omologie non corrette o controverse, con l'uso di termini talvolta non appropriati nella denominazione di alcuni scleriti (McAlpine, 1981). Ne consegue che ad uno sclerite possono corrispondere nomi differenti adottati dai diversi Autori. In questa sede si farà ricorso alla terminologia adottata nel Manual of Nearctic Diptera.

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Protorace

Il protorace dei Ditteri è poco sviluppato e strettamente associato al mesotorace. Di esso restano evidenti alcuni scleriti posizionati nella parte anteriore della regione, ma generalmente poco visibili dal lato dorsale. Si collega al capo per mezzo di una membrana, detta collo o cervice, nella quale possono differenziarsi piccoli scleriti cervicali.

La regione dorsale (pronoto) è generalmente suddivisa in senso longitudinale in due scleriti, detti rispettivamente antepronoto e postpronoto, di sviluppo e conformazione variabili. L'antepronoto è generalmente poco sviluppato, fatta eccezione per i Nematocera; in questo caso può differenziare due espansioni laterali simmetriche, dette lobi antepronotali (Tipulidae). Il postpronoto è invece ben sviluppato nei Ditteri superiori, ma intimamente fuso con la regione anteriore del mesonoto; di esso sono ben evidenti due espansioni laterali, detti lobi postpronotali o calli omerali.

La regione laterale (propleura o propleuron) è ridotta ad una piccola area antero-laterale. La presenza di una sutura pleurale, generalmente incompleta, suddivide la propleura in due scleriti, il proepisterno (anteriore) e il proepimero (posteriore).

La regione ventrale (prosterno) è composta da un solo sclerite, oppure suddivisa in un presterno anteriore e un basisterno posteriore. In genere è separata dalle pleure da un'area membranosa, ma in alcuni Brachycera inferiori può differenziarsi una sclerificazione, detta ponte precoxale che unisce il prosterno al proepisterno.

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Mesotorace

Il mesotorace rappresenta la regione morfologica di maggiore importanza, sia per l'eccezionale sviluppo sia per la complessa articolazione degli scleriti, non facilmente identificabili in relazione alle omologie. L'importanza attribuita in sede tassonomica ha sviluppato perciò una dettagliata terminologia, talvolta confusa a causa delle differenti interpretazioni delle omologie.

Mesonoto

Il mesonoto occupa quasi per intero la regione dorsale del torace. In esso si individuano quattro parti, così denominate in ordine antero-posteriore (McAlpine, 1981): prescuto, scuto, scutello e postnoto. Fra queste, lo scuto è lo sclerite più esteso, condizione ritenuta apomorfica per l'intero ordine dei Ditteri.

La regione anteriore, piuttosto ridotta, è detta prescuto e si individua essenzialmente in alcuni gruppi primitivi (Tipulidae, Ptychopteridae) per l'evidenza di una sutura prescutale posizionata nella regione anterolaterale fra il prescuto e lo scuto. In molti Nematoceri e Ortorrafi, l'area latero-posteriore del prescuto è attraversata da una sutura longitudinale che separa uno stretto sclerite laterale, detto paratergite. Presenti solo nei Ditteri inferiori (Nematoceri e parte dei Brachiceri Ortorrafi), si ritiene che i paratergiti siano i residui vestigiali del prescuto (Colless & McAlpine, 1970; Hennig, 1973).

Nello scuto, l'elemento morfologico più significativo consiste nella differenziazione di due regioni per la presenza della sutura trasversa, dette perciò zona presuturale e zona postsuturale. La sviluppo e la conformazione della sutura trasversa differiscono secondo il gruppo sistematico:

Nell'ambito dei Nematoceri possono ricorrere altre suture. Fra queste si citano le suture parapsidali, disposte longitudinalmente e simmetricamente ai lati dello scuto e la sutura scutale mediana o acrosticale, disposta anch'essa longitudinalmente lungo la linea mediana. Queste formazioni sono comunque prerogativa di gruppi sistematici specifici. Nei Brachiceri superiori, agli estremi laterali della sutura trasversa si differenzia uno sclerite dorso-laterale pari e simmetrico, detto notopleuron o notopleura, disposto fra il callo omerale e l'inserzione dell'ala. Questo sclerite potrebbe essere una struttura omologa al paratergite ricorrente in molti Ditteri inferiori (McAlpine, 1981).

La regione laterale dello scuto, in rapporto con l'inserzione dell'ala, è generalmente marcata da ingrossamenti e rilievi a cui si associano denominazioni specifiche; in particolare si evidenziano un ingrossamento anteriore e uno posteriore, detti rispettivamente callo prealare e callo postalare, mentre il margine laterale dello scuto, compreso fra i due calli, prende il nome di area sopralare. Posteriormente e ventralmente al callo postalare può evidenziarsi un rilievo, che gli autori anglosassoni chiamano postalar ridge ("cresta postalare").

Posteriormente, lo scuto è separato dallo scutello da una sutura trasversale detta scutoscutellare. Lo scutello è la struttura morfologica più evidente della regione dorsale, dopo lo scuto. È posizionato immediatamente dietro quest'ultimo e si presenta come uno sclerite a profilo subrotondo o subtriangolare, talvolta con particolari conformazioni. Alla vista laterale si presenta spesso come un pronunciamento posteriore che sovrasta e copre "a tetto" le strutture toraciche posteriori, rappresentate dal postnoto e dal metanoto, spesso nascoste alla vista dorsale.

Il postnoto del mesotorace è posizionato dietro lo scutello ed è generalmente visibile dai lati. Alcuni Autori lo chiamano "metanoto" o "postscutello", ma tali denominazioni sono ritenute errate da McAlpine (1981). È composto da tre scleriti, uno impari e mediano (mediotergite) e due laterali e simmetrici (laterotergiti o pleurotergiti o mesopleurotergiti). I laterotergiti sono spesso ulteriormente divisi in due scleriti, uno dorsale, detto anatergite, l'altro ventrale, detto catatergite o katatergite. La parte anteriore del mediotergite è generalmente concava, ma in alcuni ditteri, in particolare nei Tachinidae, si differenzia un rilievo convesso detto subscutello.

Mesopleura

Torace di Cyclorrhapha vista laterale
Fig. 6 - Regioni morfologiche laterali del torace dei Ciclorrafi.
1: regione presuturale; 2: regione postsuturale; 3: scutello; 4: postpronoto o callo omerale; 5: notopleuron; 6: proepisterno; 7: proepimero; 8: anepisterno o episterno dorsale; 9: catepisterno o episterno ventrale; 10: anepimero o epimero dorsale; 11: catepimero o epimero ventrale; 12: meron o hypopleuron; 13: anatergite (laterotergite); 14: catatergite (laterotergite); 15: mediotergite; 16: metanoto; 17: spiracolo anteriore; 18: spiracolo posteriore; 19 basalare; 20: processo pleurale; 21: subalare; 22: sutura trasversa; 23: sutura scutoscutellare; 24: sutura anapleurale; 25: sutura pleurale; 26: sutura transepimerale; 27: bilanciere; 28: procoxa; 29: mesocoxa; 30: metacoxa.
Autore: Giancarlo Dessì
(Licenza: Creative Commons BY-NC-SA))

Al pari di quanto si verifica in altri insetti alati, la mesopleura dei Ditteri è attraversata, in senso dorso-ventrale, dalla sutura pleurale, che si estende dalla base delle coxe all'inserzione dell'ala. La sutura separa perciò due aree pleurali, dette episterno (anteriore) ed epimero (posteriore). Queste due placche sono a loro volta attraversate da due suture, disposte più o meno orizzontalmente, che si incrociano con quella pleurale.

L'episterno è suddiviso dalla sutura anapleurale in uno sclerite dorsale e uno ventrale, detti rispettivamente anepisterno (o episterno dorsale) e catepisterno (o episterno ventrale). Il primo si presenta come una placca estesa fra lo spiracolo anteriore e l'inserzione dell'ala. Alcuni Autori chiamano l'anepisterno mesopleuron, ma l'uso di questo termine è affetto da ambiguità: a rigore, il termine mesopleuron è infatti sinonimo di mesopleura e dovrebbe applicarsi all'intera regione laterale del mesotorace (McAlpine, 1981). L'anepisterno è attraversato in senso verticale da un'area membranosa che prende il nome di fessura episternale o fessura anepisternale o, talvolta, membrana anepisternale. All'estremità dorsale-posteriore di questa fessura si differenzia il primo degli scleriti pleurali della zona ascellare, detto basalare, su cui si inseriscono i muscoli alari. Lo sclerite ventrale è invece detto catepisterno o episterno ventrale. Il catepisterno si presenta come una placca convessa di forma subtriangolare che occupa la parte inferiore del mesotorace davanti alla mesocoxa. Anche questo sclerite ha avuto varie e ambigue denominazioni, in letteratura, in relazione a differenti interpretazioni delle omologie.

L'epimero è a sua volta suddiviso dalla sutura transepimerale in due scleriti: quello dorsale è detto anepimero (o epimero dorsale o pteropleuron), quello ventrale è detto catepimero (o katepimero o epimero ventrale). L'estremità dorsale dell'anepimero differenzia le altre due strutture su cui si articolano gli scleriti ascellari. Quello anteriore è un'espansione bulbosa più o meno sviluppata detta processo alare pleurale, situata presso l'estremità dorsale della sutura pleurale. Posteriormente è invece differenziato il terzo sclerite, detto subalare. Il catepimero si presenta come una stretta placchetta estesa in senso orizzontale sotto l'anepimero. Talvolta si fonde con lo sclerite sottostante, il meron, formando una placca detta meropleurite.

Il meron, detto anche hypopleuron o meropleuron, è una porzione differenziata della coxa che ha subito un forte appiattimento, fino a diventare, sotto l'aspetto morfologico, parte integrante della pleura. A causa del ridotto sviluppo in altezza del katepimero, il meron è posizionato più o meno alla stessa altezza del catepisterno. È in genere poco sviluppato nelle famiglie più primitive.

Mesosterno

Il mesosterno è una parte generalmente poco sviluppata e invaginata, di limitato interesse in ambito tassonomico. Assume un particolare sviluppo in alcune famiglie di nematoceri.

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Metatorace

Il metatorace dei Ditteri è una regione marcatamente ridotta che compone la parte posteriore del torace, intimamente connessa con il mesotorace e il primo segmento addominale. Generalmente si distinguono due aree, suddivise in scleriti o meno. L'area dorsale corrisponde al metanoto e si estende sotto il postnoto (o subscutello in alcuni gruppi) dalla base di un bilanciere all'altro. Sotto il metanoto è presente la metapleura, eventualmente suddivisa da una sutura pleurale nel metaepisterno e nel metaepimero. Ulteriori suddivisioni sono presenti in determinati gruppi sistematici. Il metasterno è un'area fortemente ridotta e invaginata, non visibile nella maggior parte dei Ditteri.

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Chetotassi

La chetotassi del torace è uno degli elementi morfologici di maggiore importanza ai fini della determinazione tassonomica nell'ambito dei Brachiceri e, in particolare, degli Schizophora. Anche in questo caso è fondamentale la terminologia ricorrente, caratterizzata, in ogni modo, da una sostanziale uniformità. Caratteri presi in esame, in genere, sono la presenza, il numero, lo sviluppo, la posizione. Particolare importanza è data ai macrotrichi e ai microtrichi presenti nelle regioni dorsali e dorsolaterali e nel mesoepisterno, mentre la chetotassi di altre regioni è presa in considerazione solo in casi specifici. In generale, setole e setoline prendono il nome dallo sclerite in cui sono inserite. Solo nel caso dello scuto, per l'ampio sviluppo di questa regione, si discerne fra le diverse aree in cui è più o meno distintamente suddiviso.

La definizione della chetotassi dello scuto fa riferimento alla posizione rispetto alla sutura trasversa e rispetto al piano sagittale mediano. Sulla base del primo criterio, setole, setoline e peli sono distinti in presuturali e postsuturali, se rispettivamente anteriori o posteriori rispetto alla sutura trasversa. In base al secondo criterio, invece, si distinguono fra le seguenti serie:

  1. Acrosticali: sono le formazioni pilifere adiacenti all'asse longitudinale mediano dello scuto. Tali formazioni possono distribuirsi in modo più o meno irregolare oppure allinearsi in due o più file longitudinali. Nelle descrizioni non si tiene conto, in genere della simmetria: in altri termini, la zona acrosticale è considerata una fascia impari e mediana, perciò si considera il numero assoluto di serie acrosticali. Numero delle file, numero delle setole per fila, la dimensione e la robustezza sono elementi presi in considerazione nelle descrizioni. In molti gruppi le setole acrosticali scompaiono lasciando il posto a setoline o a peli. In molti gruppi si differenziano due setole, più lunghe e robuste delle altre e inserite in prossimità della sutura scuto-scutellare, dette perciò setole prescutellari.
  2. Dorsocentrali: sono allineate in due file adiacenti alla fascia acrosticale. Considerando implicitamente la simmetria rispetto al piano sagittale, nelle descrizioni si fa generalmente riferimento alla fila di un solo lato.
  3. Intralari: sono allineate in file più o meno regolari adiacenti alle serie dorsocentrali. La posizione non è ben definita, ma corrisponde approssimativamente alla fascia che si estende ai lati della parte dorsale dello scuto.
  4. Postomerali: sono allineate nella zona presuturale dello scuto, parallelamente alla sutura che lo separa dai calli omerali.
  5. Sopralari: in numero limitato, sono posizionate presso il margine laterale dello scuto sopra e davanti all'inserzione delle ali.
  6. Postalari: in numero limitato, sono posizionate sul callo postalare e, quindi, presso il margine laterale dello scuto dietro l'inserzione delle ali.

Le setole degli altri scleriti dorsali sono facilmente identificabili data la posizione ben definita. Queste setole sono dette rispettivamente omerali o postpronotali (inserite sui calli omerali), notopleurali (sulla notopleura), scutellari (sullo scutello). Un cenno particolare va fatto per le setole scutellari, distinte secondo la loro posizione. Setole o setoline possono essere presenti sopra lo scutello, nell'area centrale (detta disco) e ai margini laterali e apicale. Generalmente si fa riferimento alle setole scutellari inserite ai margini, eventualmente distinte in prebasale, basale, laterale, preapicale, subapicale e apicale. Quelle dell'area centrale, generalmente sparse e ridotte, quando presenti, sono dette discali.

Sulla chetotassi delle pleure gli elementi presi in considerazione si limitano in genere alla presenza, al numero e alla posizione di setole o altre formazioni tricoidee sull'anepisterno e sul catepisterno, su ciascuno dei quali sono in genere presenti una o più setole ben sviluppate, di particolare interesse ai fini della determinazione tassonomica. La presenza di peli o setole su altri scleriti è presa in considerazione per gruppi specifici. Nelle descrizioni ricorrono riferimenti a formazioni pilifere presenti sulla propleura (proepisternali e proepimerali), sull'anepimero (anepimerali) e sul meron (merali o ipopleurali).

Chetotassi toracica di dittero muscoide vista dorsale
Chetotassi toracica di dittero muscoide vista laterale
Fig. 7 - Chetotassi del torace di un dittero muscoide (Brachycera: Schizophora). (A: vista dorsale - B: vista laterale )
1: acrosticali; 2: dorsocentrali; 3: intralari; 4: sopralari; 5: postalari; 6: omerali o postpronotali; 7: postomerali; 8: notopleurali; 9: prescutellari; 10: scutellari discali; 11: scutellari (apicale e subapicale); 12: scutellari (preapicale e laterale); 13: scutellari (basale e prebasale); 14: presuturali; 15: postsuturali; 16: proepisternali; 17: proepimerali; 18: anepisternali; 19: katepisternali; 20: anepimerali; 21: ipopleurali o merali.
Autore: Giancarlo Dessì
(Licenza: Creative Commons BY-NC-SA)

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Ultimo aggiornamento di questa pagina: 28 maggio 2019
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