Zampa di dittero muscoide
Fig. 1 - Zampa di un dittero muscoide (Brachycera: Schizophora).
1: coxa; 2: trocantere; 3: femore; 4: tibia; 5: basitarso o primo tarsomero; 6: secondo, terzo, quarto e quinto tarsomero; 7: acropodio; 8: pulvillo; 9: unghia; 10: empodio.
Autore: Giancarlo Dessì
(Licenza: Creative Commons BY-NC-SA)

Le zampe sono appendici pari e simmetriche presenti in numero di tre paia, uno per ogni segmento toracico. Le zampe anteriori sono dette anche protoraciche, le medie mesotoraciche, le posteriori metatoraciche. Fra un paio e l'altro vi possono essere marcate differenze sotto l'aspetto morfologico, soprattutto in relazione a particolari funzioni svolte, mentre la struttura metamerica fondamentale resta invariata. Ogni zampa è composta, in ordine prossimale-distale, dai seguenti segmenti: coxa, trocantere, femore, tibia, tarso, acropodio. A sua volta, il tarso è composto da più articoli, detti tarsomeri.

La presenza e la posizione di particolari morfologici tegumentali ha importanza ai fini della determinazione tassonomica, perciò è convenzione distinguere quattro facce (McAlpine, 1981): anteriore e posteriore sono le facce idealmente perpendicolari al piano sagittale mediano, dorsale e ventrale sono le facce parallele al piano sagittale mediano, la prima esterna o laterale, la seconda interna o mediale. A queste si aggiungono i piani di transizione (antero-dorsale, antero-ventrale, postero-dorsale, postero-ventrale).

In merito alla struttura e alla funzionalità, le zampe dei Ditteri sono fondamentalmente di tipo ambulatorio o cursorio, con particolari specializzazioni, in alcuni taxa, che possono interessare un paio di zampe, generalmente quelle anteriori. L'adattamento di maggior rilievo è quello relativo alla funzione raptatoria, ricorrente in alcune famiglie o taxa di rango inferiore comprendente forme predatrici. Un'altra specializzazione interessa i maschi di alcuni gruppi che usano le zampe per tenere la femmina durante l'accoppiamento; in questo caso le particolari modificazioni, generalmente dei tarsi, sono un carattere sessuale secondario.

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Coxa

La coxa è il segmento prossimale della zampa, generalmente breve e robusta, ma in alcuni gruppi particolarmente allungata in tutte le zampe (Mycetophiliformia]] in parte) o in quelle anteriori (Empididae). Ogni coxa si connete prossimalmente alla regione latero-ventrale del torace per mezzo di due articolazioni, una dorsale e una ventrale. Dorsalmente si articolano ad un processo della pleura (coxifero), ventralmente al prosterno (coxa anteriore) o allo sternello (coxa media e posteriore).

La coxa mesotoracica è suddivisa in due parti, una anteriore, detta eucoxa, e una posteriore, detta meron. Il meron subisce un forte appiattimento e diventa uno sclerite che integra la mesopleura, posizionato sotto l'epimero. L'eucoxa si divide ulteriormente in due segmenti, detti rispettivamente basicoxa e disticoxa.

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Trocantere

Il trocantere è un breve segmento associato al femore e articolato alla coxa. In genere non presenta elementi degni di rilievo dal punto di vista tassonomico.

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Femore

Acropodio di Empididae
Fig. 2 - Acropodio di empidide (Brachycera: Empididae) al microscopio elettronico a scansione.
Autore: Louisa Howard (Dartmouth College)
Ridimensionata dalla foto originale
(Licenza: Pubblico Dominio)

Il femore è il segmento più sviluppato dell'arto, insieme alla tibia, e si presenta allungato e più o meno ingrossato. In genere sono presenti strutture morfologiche tegumentali come setole, spine, processi, il cui numero e la cui posizione sono elementi di determinazione tassonomica.

Adattamenti particolari nella forma, nello sviluppo e nelle armature tegumentali si riscontrano nei femori delle zampe anteriori di alcuni gruppi comprendenti specie predatrici allo stadio adulto, modificate in zampe raptatorie. Altri adattamenti si riscontrano invece nei maschi di vari gruppi, che usano le zampe anteriori per mantenere la femmina durante l'accoppiamento. Infine, in alcuni gruppi sono presenti modificazioni atte all'emissione di suoni.

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Tibia

La tibia è il secondo articolo di maggior sviluppo, generalmente più sottile del femore e più o meno allungata. Come nel femore, sono in genere presenti formazioni tegumentali di particolare interesse tassonomico associate a funzioni specifiche svolte dall'arto oltre all'ordinaria deambulazione. Nelle descrizioni tassonomiche si fa comunque ampio riferimento alla presenza e alle caratteristiche delle formazioni tricoidi in corrispondenza dell'estremità distale.

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Tarso

Il tarso è una struttura composta da più segmenti, detti tarsomeri, articolata all'estremità distale della tibia. Nella generalità dei Ditteri sono presenti cinque tarsomeri, di cui il prossimale, detto basitarso o metatarso, si presenta in genere più lungo degli altri. Riduzione nel numero dei tarsomeri ricorrono eccezionalmente in alcuni gruppi di Ditteri. I maschi di alcuni gruppi possono presentare particolari adattamenti del basitarso come carattere sessuale secondario.

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Pretarso

Acropodio di Drodophilidae
Fig. 3 - Acropodio di drosofilide (Brachycera: Drosophilidae) al microscopio elettronico a scansione.
Autore: Louisa Howard (Dartmouth College)
Ridimensionata dalla foto originale
(Licenza: Pubblico Dominio)

L'acropodio è il segmento distale dell'arto, strutturalmente distinto dal tarso ma morfologicamente associato al quinto tarsomero. Questo segmento è spesso chiamato pretarso, denominazione tuttavia inappropriata, trattandosi di una struttura disposta distalmente rispetto al tarso (McAlpine, 1981, Tremblay, 1982). Pretarso è comunque un termine ampiamente usato, in particolare nel caso specifico della lingua italiana.

La struttura e la conformazione variano secondo il gruppo sistematico e sono strettamente associate alla funzionalità dell'arto, in quanto finalizzate a favorire i movimenti o lo stazionamento su superfici di varia natura secondo l'habitat. Strutturalmente si articola al quinto tarsomero per mezzo di tre scleriti, uno impari e mediano, detto unguiretrattore, e due laterali e simmetrici, detti basipulvilli. A queste placche si collegano i tre organi tipicamente presenti nella maggior parte dei Ditteri e, più in generale, degli Insetti: i pulvilli, le unghie e l'empodio.

I pulvilli si presentano come due lobi membranosi più o meno espansi e sono connessi ai basipulvilli. Le unghie sono invece due processi più o meno ricurvi connessi, per mezzo di una base membranosa, all'unguiretrattore. All'estremità distale dell'unguiretrattore è presente infine un'espansione più o meno membranosa, detta arolio, che può prolungarsi con un processo mediano detto empodio, a forma di spina o, in gruppi per lo più primitivi, di lobo.

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Bibliografia

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Ultimo aggiornamento di questa pagina: 28 maggio 2019
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